Licenziamento, operazione chirurgica e nuove sfide dovute ad un tumore maligno per fortuna risolto in tempo, frustrazioni lavorative, problemi personali, altra operazione chirurgica con cinque mesi per riprendersi al 100%, rischio di depressione, la morte di un genitore, la morte di un caro parente, la morte di un caro amico a causa di un brutto cancro, un ambiente di lavoro difficile, …
Questo é il mio percorso di guerra negli ultimi sette anni.
Come ho fatto a non andare fuori di testa?
Ho dovuto scoprirmi resiliente, e non é stato per niente semplice.
Resilienza: la capacità di tralasciare la negatività delle brutte esperienze vissute e di portare questi episodi in una luce positiva, facendo tesoro delle lezioni apprese e vedendo l’opportunità di formare il carattere e la propria forza mentale.
Come un pugile, fai esperienza di tutte le volte che sei salito sul ring e cerchi di imparare dalle sconfitte, che ti rendono attento sulle tue mancanze e sul dove devi migliorare. Perché le vittorie, per quanto belle, confermano “solo” che sai fare bene quello che hai appreso in precedenza. Perché la fortuna come assoluta casualità é una compagna inaffidabile, essa deve essere invece quando talento e opportunità s’incrociano. Coltiva il talento, fai esperienza, allenati, ripeti e prova anche a variare. E sii pronto a cogliere l’opportunità.
Questo può essere per il tuo lavoro, la tua vita personale, … per qualsiasi cosa con la tua persona coinvolta.
Ma per quanto tu possa essere preparato… l’imprevisto, l’evento inatteso, l’esperienza negativa, o anche il dramma, può sempre arrivare. Oppure puoi dirti semplicemente che arriverà e che si tratta solamente di “quando”. E di conseguenza di farti trovare pronto, al meglio delle tue possibilità.
E quindi si tratta di essere capaci di ammortizzarla, minimizzando il danno e poi cercare soluzioni. Ma anche ricordandoci che siamo esseri umani e che possiamo concederci un attimo di scoramento, di pianto o di rabbia.
Ma essere poi pronti a rialzarsi ed ad affrontare la sfida.
In questi anni ho imparato a scacciare la negatività, a provare ad essere ottimista e a vedere il lato positivo delle cose, a vedere il bicchiere mezzo pieno. A dirmi che se la cosa é successa adesso é sicuramente perché doveva accadere adesso. E a guardare avanti.
Per il cancro NON mi sono chiesto “perché a me?” ma invece “come e quando mi faccio operare?”. Sapendo che sono stato fortunato a trovarlo in anticipo.
Per il licenziamento NON mi sono chiesto “adesso cosa faccio?” ma ho subito preparato un piano d’azione, preparato una routine e mi sono attivato per cercare alternative. E mi son detto che ero fortunato che fosse successo adesso e non prima.
Al momento che i miei problemi personali stavano per travolgermi, mi sono detto “stop!” e ho ragionato. E la prima cosa che ho fatto é stato di cominciare a parlarne per risolverli.
Chiaro, questo é successo a me e ho reagito così, questo grazie ad una somma di eventi che mi hanno formato tutta la vita e che negli ultimi anni hanno finalmente avuto un perché:
Per prepararmi ad affrontare le sfide! Come quelle che ho detto poco sopra.
Se stai leggendo queste righe mi permetto di darti questo consiglio: sii una persona positiva nella vita di tutti i giorni, ammortizza il meglio possibile i problemi, sii umano, prenditi il tuo tempo per elaborarli. Ma soprattuto reagisci e resta positivo, sapendo che poteva essere peggio, e che arriveranno sicuramente tempi migliori.

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