Ecologia, ultras e incapacità politica

Qualche giorno fa ero in automobile e su una radio locale il DJ aveva lanciato la provocazione che “in Europa si fa molto per l’ecologia ma altre parti del mondo, con un peso specifico molto più grande in funzione di inquinamento e consumi, molto meno. Vale la pena continuare ad impegnarsi?”. L’ecologia e i mutamenti…

Qualche giorno fa ero in automobile e su una radio locale il DJ aveva lanciato la provocazione che “in Europa si fa molto per l’ecologia ma altre parti del mondo, con un peso specifico molto più grande in funzione di inquinamento e consumi, molto meno. Vale la pena continuare ad impegnarsi?”.

L’ecologia e i mutamenti climatici sono dei temi che negli anni sono divenuti sempre più “caldi”. Ricordo che già negli anni ’80 la tematica di salvare il mondo era presente sui giornali e alla televisione, con anche manifestazioni nelle strade e azioni da parte degli attivisti. E senza dimenticare l’affondamento del Rainbow Warrior di Greenpeace https://it.wikipedia.org/wiki/Rainbow_Warrior_(1955) e della compilation che diversi famosi cantanti di successo del momento fecero a loro favore https://www.discogs.com/release/2007383-Various-Greenpeace-Rainbow-Warriors. Vi consiglio di ascoltarla (io avevo la doppia cassetta all’epoca).

Comunque, tornando a presente, l’ecologia e la sensibilità ambientale fanno parte della discussione politica e delle discussioni tra le persone comuni. C’é chi agisce, c’é chi ascolta, c’é chi si ritiene un esempio da seguire e chi cerca d’imporre la propria (forse parziale) visione.

A mio modo di vedere il tema “ambiente” ha mostrato i limiti della classe politica svizzera ed europea, andando a prendere decisioni senza una visione strategica per la propria nazione o entità politica.

Mi spiego: a livello svizzero si era andati alla votazione per l’abolizione delle centrali nucleari come “reazione di pancia” al disastro di Fukushima

https://www.youtube.com/watch?v=4vaSAzshKZ8

e con la memoria di quello Chernobyl del 1986

https://www.youtube.com/watch?v=yoTTJ9BJYIM.

Questo dandomi l’idea di aver dimenticato il Protocollo di Kyoto https://it.wikipedia.org/wiki/Protocollo_di_Kyoto e la riduzione del CO2…. Dico questo perché una delle possibili vie per ridurre la CO2 é l’elettrificazione del parco veicoli con veicoli elettrici o ibridi… .e quindi con batterie che devono essere ricaricate con l’energia elettrica…. vedete dove voglio arrivare?

In secondo luogo come politico devi garantire il benessere, la prosperità, l’indipendenza politica-economica-militare della tua nazione. Soprattutto al momento che sei circondato su tutti i lati da un’entità politica (UE) nella quale la tua popolazione con votazioni democratiche ha detto che non vuole entrare. Ne consegue che l’energia elettrica e gli approvvigionamenti di materie prime devono essere una priorità politica ed economica, e agendo a livello politico disegnare una strategia https://it.wikipedia.org/wiki/Strategia che possa garantire quanto detto poco sopra.

I nostri politici in Svizzera si sono adoperato in tal senso? A mio modo di vedere no.

Anche se siamo “fuori dall’Europa”, come Svizzera subiamo le decisioni di Bruxelles. E una di queste é l’imposizione politica della Commissione Europea di elettrificare il parco veicoli, senza ascoltare o leggere le capacità del mercato interno.

Ritengo che parte di questa decisione sia figlia del dieselgate https://it.wikipedia.org/wiki/Dieselgate, che portò poi a demonizzare e a voler affondare una tecnologia – europea!! – che, fuori da questa furbata fatta dal gruppo VW, si é dimostrata sempre più efficiente e tecnologicamente avanzata, anche nell’ottica di voler raggiungere i gli obbiettivi degli accordi di Kyoto.

Questa imposizione da parte di una classe politica miope e, in diverse aziende, di un management incapace di preparare vere strategie per la crescita e lo sviluppo delle aziende. Questo portando ad un tracollo per tutto l’automotive in Europa e dell’ indotto ad esso collegato

https://www.youtube.com/watch?v=PXPeEz6IDfg

, con la conseguenza di mettere in pericolo posti di lavoro e know-how.

Questo mentre il resto del mondo persegue i propri obiettivi ed interessi nazionali, e “gioca” secondo altre regole e priorità

https://www.youtube.com/watch?v=AsYCa1JNuvA.

Risultato?

A mio modo di vedere un’Europa che va a distruggere una propria eccellenza industriale, creando disoccupazione e povertà, e questo senza salvare il mondo.

Concludo con https://www.wired.it/scienza/ecologia/2021/07/23/inquinamento-mappa-paesi-rischio-clima/

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