Il presidente Trump, con il suo modo di agire, ha cestinato rituali che per 70 anni avevano cementato il rapporto tra la potenza egemone americana e i suoi partner NATO.
Ma forse ha semplicemente dimostrato che gli Stati Uniti non hanno mai considerato gli europei come alleati ma come sottoposti: molto chiara la presa di posizione del giornalista Marco Travaglio.
In tempi non sospetti accadde il disastro della funivia del Cermis quando un EA6B dei Marines tranciò un cavo con conseguente caduta dei suoi occupanti, che perirono tutti https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_della_funivia_del_Cermis .
E poi abbiamo la presa di posizione di Trump sulla Groenlandia https://www.youtube.com/watch?v=ieEYb9pHGEM .
Ricordiamo che all’interno della NATO uno “scontro” tra Alleati é già avvenuto e mi riferisco alla questione dell’isola di Cipro https://it.wikipedia.org/wiki/Questione_di_Cipro.
E nel blocco occidentale non dobbiamo dimenticare la guerra delle Falkland tra Argentina UK https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_delle_Falkland.
Dunque, quel’é il punto della situazione:
- la classe politica europea si trova impreparata davanti ad un cambio di paradigma nei rapporti tra USA e Europa, non più come eseguito con regole diplomatiche ma di forza dalla amministrazione Trump. E palesando una reattività molto lenta
- la crisi delle materie prime e gli aumenti dei loro costi ha messo in crisi le potenze industriali europee. Non scordiamo che per accontentare la precedente amministrazione USA di Biden, l’europa ha compromesso le relazioni economiche con la Cina.
- Francia e Germania hanno evidenti problemi di politica interna.
- l’industria automotive europea, e di riflesso tutto il sistema industriale continentale, é stato messo in crisi dal green deal che però non é stato sufficientemente supportato politicamente e strutturalmente.
- la NATO europea si é imbarcata in una promessa di supporto incondizionato alla guerra russo-ucraina, bruciando risorse militari ed economiche a favore di Kiev, portando ad un prolungamento della guerra che comunque risulta a vantaggio della Russia.
È evidente che l’Europa si trova a dover fronteggiare molte sfide:
- il rapporto interno NATO tra USA ed europei deve essere riconsiderato
- rivedere la propria posizione con Kiev, Mosca e di portare ad una rapida fine della guerra.
- rivedere la propria strategia per il rifornimento di materie prime
- rivedere la propria politica industriale e di sviluppo delle tecnologie avanzate
- rivedere la propria struttura interna, visto il clamoroso fallimento della Commissione Europea sia sul fronte interno che nello scacchiere internazionale
Pena lo smembramento della NATO e dell’Europa politica, con alcune nazioni che si avvicineranno maggiormente agli USA, altre nella sfera di influenza russa, altre cercheranno una strada di maggiore indipendenza e o anche neocoloniale (Italia e mediterraneo? Turchia? ….).
Il tutto per portare ad un rapporto tra paesi e potenze instabile, come nel 1914.
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