Nuovi motori a combustione interna: quale goal ci si é posti?

Come appassionato di motori ed esperto di vendita, da parecchi anni mi trovo ad esprimere più di qualche perplessità sulla strategia e la “mission” che diversi fabbricanti di automobili occidentali si sono dati. Se in passato volevo creare utili e fidelizzare il cliente al marchio, si creavano veicoli per diverse fasce di clienti, con un…

Man reading a car manual with open hood of blue car at repair shop

Come appassionato di motori ed esperto di vendita, da parecchi anni mi trovo ad esprimere più di qualche perplessità sulla strategia e la “mission” che diversi fabbricanti di automobili occidentali si sono dati.

Se in passato volevo creare utili e fidelizzare il cliente al marchio, si creavano veicoli per diverse fasce di clienti, con un rapporto qualità/prezzo mirato per loro e meccanicamente affidabili.

La strategia di piattaforme e motori comuni, intercambiabili, ha permesso di ottimizzare gli investimenti e creare una paletta di prodotti ancora più ampia per coprire ancora maggiori segmenti di mercato.

Ma da qualche anno il goal finale di un motore a scoppio non sembra più quello di creare “un’ appagante esperienza di utilizzo” con prestazioni, economia d’esercizio ed affidabilità ma piuttosto di creare un’unità propulsiva che permetta di vendere autoveicoli ed evitare di incorrere a sanzioni legislative focalizzate sulla produzione di CO2.

Risultato: un gran numero di richiami sotto garanzia, perdita d’immagine e potenziale disaffezione della clientela. Vediamo quindi tutti gli elementi per creare una crisi di vendite, di utili, con le conseguenti ripercussioni per i gruppi industriali legati all’automotive.

È con interesse che osservo il conseguente cambio delle strategie di marketing per continuare ad attirare clienti, lavorando sui concetti di efficienza energetica (greenmarketing) e costi di possesso (TCO – total cost ownership), ansia da obsolescenza (Euro 6 utilizzabile ancora per quanto?), enfasi sugli ADAS e connettività con smartphones, nuove formule di finanziamento oltre al leasing, ….

La domanda é: basteranno?

Tags:

Lascia un commento