Birkenstock: da “scarpa più brutta del mondo” a icona.

Non sono un fan del marchio, ma devo ammettere che sono rimasto affascinato dalla sua storia. Un percorso cominciato in Germania alla fine del ‘700, con la visione di creare un prodotto che permettesse di migliorare la vita dei piedi delle persone. Partendo dai plantari, la famiglia Birkenstock ha lavorato per creare prodotti comodi, quando…

Non sono un fan del marchio, ma devo ammettere che sono rimasto affascinato dalla sua storia.

Un percorso cominciato in Germania alla fine del ‘700, con la visione di creare un prodotto che permettesse di migliorare la vita dei piedi delle persone.

Partendo dai plantari, la famiglia Birkenstock ha lavorato per creare prodotti comodi, quando invece il plantare era concettualmente rigido perché doveva costringere il piede a prendere una forma.

Questo portando i Birkenstock ad affrontare la loro sfida commerciale con addirittura una propria visione ad un livello mistico!

Interessanti gli spunti di marketing, portando nella (propria) strategia di comunicazione la ricerca e la documentazione scientifica, e la geniale intuizione dell’importatrice americana di portare le Birkenstock nella galassia hippy della California degli anni ’60.

E altrettanto importante il rischio corso dal marchio alla fine del XX secolo, quando i tre eredi frammentarono il gruppo e crearono una suicida concorrenza interna.

Ma poi….

E le calzature Birkenstock sono ancora con noi.

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