Unisci i punti

Se ricordo bene, in terza media la nostra docente di matematica – Sig.ra Polli – ci disse: se vuoi risolvere un grande problema devi scomporlo in problemi più piccoli. E poi risolverli singolarmente. Nella mia crescita personale e professionale ho sempre ricordato questa frase e gli studi seguenti, le certificazioni di management e project management…

Se ricordo bene, in terza media la nostra docente di matematica – Sig.ra Polli – ci disse: se vuoi risolvere un grande problema devi scomporlo in problemi più piccoli.

E poi risolverli singolarmente.

Nella mia crescita personale e professionale ho sempre ricordato questa frase e gli studi seguenti, le certificazioni di management e project management conseguite, mi hanno sempre ricordato della sua validità.

La mia passione per la geopolitica, iniziata con i romanzi di Tom Clancy https://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Clancy quando avevo 11 anni, e l’esperienza mi hanno insegnato che nel mondo reale bisogna anche saper unire i puntini per poter vedere il disegno, la strategia e le vere intenzioni nascoste dietro ad eventi e situazioni che possono sembrare slegate tra loro.

In questo video di 40′ con Giacomo Gabellini, andiamo ad unire i diversi puntini che i giornali, i siti di news e la vita reale ci mettono davanti agli occhi, a partire dal prezzo del carburante nelle stazioni di servizio.

Gabellini ci accompagna a vedere come il conflitto in Ucraina e con l’Iran siano parte di una strategia più ampia degli Stati Uniti per il controllo delle risorse energetiche, per mantenere il sistema “USA-Dollaro-tecnologia americana” centrale nel 21° secolo, quando invece il baricentro economico-industriale si stava già spostando verso la Cina per via della visione di globalizzazione e dell’inettitudine delle classi dirigenti europee e americane negli ultimi 30 anni.

La domanda è: questa instabilità geopolitica è dovuta, come sostiene Gabellini, alle manovre del deep state americano https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_profondo per evitare che gli Stati Uniti perdano la loro centralità a livello mondiale, per evitare di diventare come l’Europa, cioè un player con limitata importanza globale?

Termino questa pagina con l’intervista a Lavrov, ministro degli esteri russo. Sicuramente di parte, ma altrettanto lucido nella sua esposizione.

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