Da ben educato a politicamente corretto, a follemente corretto e al woke… e ritorno?

Gran parte del mio percorso lavorativo si é svolto presso Apple, azienda che ha fatto della diversità e dell’integrazione una delle sue bandiere. Rispetto ed educazione hanno sempre fatto parte del mio carattere, merito dei miei genitori, della mia famiglia e della lunga esperienza scout che ho avuto presso la sezione di Tesserete. A mio…

Gran parte del mio percorso lavorativo si é svolto presso Apple, azienda che ha fatto della diversità e dell’integrazione una delle sue bandiere.

Rispetto ed educazione hanno sempre fatto parte del mio carattere, merito dei miei genitori, della mia famiglia e della lunga esperienza scout che ho avuto presso la sezione di Tesserete.

A mio modo l’educazione che si impartisce a casa, a scuola – dando ai docenti e alla direzione la necessaria autorità per farlo e ricordando che NON deve sostituire la famiglia – e in altri contesti sportivi/ricreativi sani, dev’essere la pietra angolare dove i giovani possono imparare le regole sul quale costruire i rapporti con la società ed il prossimo.

Causa – effetto.

Azione – conseguenza.

Se dirlo, come dirlo, quando dirlo.

Il politicamente corretto l’ho vissuto come un filtro, o quasi come una museruola: il fatto di non poter esprimersi liberamente ma piuttosto di dover provare ad esprimere concetti in modo diverso e magari arzigogolato, costruendo bizantinismi linguistici che possono portare ad incomprensioni e a problemi di comunicazione.

O a tacere e a guardare da un’altra parte.

Perdendo tempo, creando malintesi, peggiorando la situazione. Quando tutti chiedono trasparenza e onestà, il politicamente corretto fa germogliare ipocrisia, i doppi sensi, l’opacità….

Poi negli ultimi anni abbiamo vissuto il follemente corretto, con una evidente manipolazione della comunicazione, creando etichette che non servivano, divisioni e ribaltando il concetto base della democrazia: le minoranze prima di tutto!

Quando é invece la maggioranza ha ragione ed é la minoranza che si deve adattare. Il tutto nel rispetto per le persone e della legge.

Quante volte mi sono trovato assieme ad altre persone, dentro e fuori l’ambiente di lavoro, a leggere e commentare notizie … e a guardarci negli occhi e chiederci “Ma veramente?”.

Il tutto spinto dai media mainstream e da formazioni politiche, creando divisioni e generando dubbi e risentimento nel cittadino medio.

Perché Black Lives Matter, ma anche la mia vita di bianco caucasico, come quella di una persona di etnia indiana o eschimese, é importante.

Ma la cosa paradossale é che il Woke, ultima evoluzione di questo percorso, viene dato per finito proprio dalla formazione politica che lo ha spinto al massimo negli ultimi 20 anni: i democratici americani nella persona di Alexandra Ocasio Cortez, player di spicco e in continua crescita nel partito.

https://www.rainews.it/articoli/2026/08/aoc-e-il-tramonto-del-woke-10-la-sinistra-usa-cambia-pelle-per-sopravvivere-737a717c-df60-4965-9cd7-b3c6a5252421.html

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